Manager in Europa

MANAGER: Malta premia i giovani!

Il manager risulta avere un approccio nei confronti del proprio lavoro e dell’azienda molto particolare determinato dal fatto che il manager ha come scopo principale far crescere l’azienda in modo più rapido possibile e di riflesso anche il proprio stipendio che viaggia appunto di pari passo alla crescita dell’azienda.

Partendo dalla realtà dei fatti, si evidenzia in Italia l’alta percentuale di aziende medio piccole a conduzione familiare che optano per un passaggio generazionale piuttosto che rivolgersi a manager esterni in grado di assicurare un roseo futuro all’azienda; il primo dato da sottolineare infatti è proprio questo: la percentuale di manager esterni all’aziena che in Italia rappresenta il 33% a differenza di alcuni paesei Europei che raggiungono l’80%

Criticità tipicamente Italiana dovuta a diversi fattori ad esempio quello culturale che spinge l’imprenditore medio a premiare più la fedeltà che la capacità.

La situazione sopra descritta viene quindi confermata dalla classifica del 2019 di Eurostat riguardante il numero di manager in età 15-39 sul totale.

Al primo posto domina Malta con una percentuale del 45% che primeggia in maniera davvero notevole, seguita da Belgio (38%), Regno Unito (36%), Portogallo (33%), Francia (31%), Germania (29%), Svezia (27%) e Grecia (21%).

Ultima in classifica, l’Itlalia, ancora una volta panorama di sconfitta nel mondo del lavoro, e visto che di manager stiamo parlando, si tratta del mondo del lavoro a 360° partendo dall’ambito degli investimenti immobiliari arrivando a quello dell’imprenditoria su ampia scala.

Inutile quindi, sottolineare la ridicola percentuale del 14,13% di giovani manager in Italia che non superano i 30 anni e tantomeno paragonarla alla media Europea che si aggira intorno al 30%

La conclusione è piuttosto evidente, e le classiche frasi da “fuga di cervelli all’estero” hanno solide fondamenta.

Se il tutto viene contestualizzato al momento storico in cui stiamo vivendo, lo scenario si fa ancora più drastico poichè il mercato del lavoro è senza dubbio il segmento che la crisi, innescata dal Covid 19, colpirà più duramente anche se tuttavia, la pandemia sta richiedendo determinate trasformazioni utili ad incrementare la domanda di professionalità con competenze elevate ed innovative.

Per sopperire a parte di queste pesanti criticità che non ci permetteranno di rialzarci in maniera risoluta, alcuni paesi Europei stanno offrendo insegnamenti validi, nell’isola di Malta ad esempio vengono messi in atto piani economici volti alla crescita di diversi settori lavorativi; uno su tutti è il mercato immobiliare che grazie ad un sistema fiscale adeguato con relativa diminuzione delle tasse e rendite sicure in relazione ad acquisizioni di immobili piuttosto che a plusvalenze sostanziose generate da investimenti immobiliari adeguati, rende Malta il porto sicuro dal quale ripartire, o iniziare, con il piede giusto.

Dati alla mano, siamo per altro convinti, che la ricerca di queste nuove competenze in ambito manageriale tarderanno ad essere prese in considerazione in Italia, ma certamente Malta con la sua incessante crescita economica potrà continuare ad essere il trampolino di lancio per chi non si arrende e crede fortemente di potersi distinguere ma soprattutto potersi mostrare per quanto vale.

Tutti i dati sono sono certificati al seguente link:

Home – Eurostat (europa.eu)

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